Soffre di emicrania da 20 anni: bastava eliminare due alimenti

Per venti anni ha sofferto di emicrania e questa patologia le ha condizionato la vita, ma ora Andrea Henson, 46 anni, può ricominciare a fare tutto senza problemi. Il mal di testa cronico che non le dava tregua è scomparso grazie a qualche modifica del regime alimentare. Togliendo due alimenti dalla dieta è riuscita a risolvere il suo problema.

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Andrea non aveva idea di cosa causasse l’emicrania, ma questa imprenditrice nella ristorazione di Lincolnshire è stata ricoverata anche in ospedale per una sospetta embolia. Tutto fino a quando non ha eliminato il formaggio e il mais dalla dieta.
Tutta colpa delle intolleranze al latte vaccino e al mais. Subito dopo aver rinunciato a mangiare questi due alimenti ha cessato di avere mal di testa. “Nessuno era in grado di fare qualcosa”, ha detto al MailOnline. E’ stato un test per le intolleranze a farle capire la causa.

La dieta che promette risultati in 10 giorni: ecco come mangiare in tre fasi diverse

La prova costume è alle porte e numerosi regimi dietetici spopolano sul web facendo proseliti e sostenitori. Tra questi la dieta del supermetabolismo elaborata da Haylie Pomroy, nutrizionista e consulente benessere, promette un fisico scultoreo in dieci giorni e ha conquistato le star di Hollywood. Oltre a distinguere i cibi da assumere e quelli da evitare si articola anche in tre fasi.

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PRIMA FASE. Per dare la sveglia al metabolismo sono consigliati frutta e verdura. I carboidrati non vanno eliminati, ma è bene evitare grassi e latticini.

SECONDA FASE. La seconda fase punta sulle proteine del pesce, delle carni bianche, dei salumi magri e delle verdure a foglia verde. Anche qui è meglio evitare latticini, grassi, cereali, legumi, frutta e verdura, ad eccezione di cetrioli, pomodori, fagiolini, peperoni, porri, funghi, taccole, melanzane, broccoli, zucchine.

TERZA FASE. Nella terza fase vengono reintegrate le fonti di grassi, come olio d’oliva, avocado, semi di girasole, sesamo e zucca. Tra i consigli dell’autrice c’è quello di cucinare per l’intera settimana cibi da poter surgelare e scongelare a seconda delle esigenze e di evitare i cibi pronti. E’ bene anche evitare di mangiare per stress, ma scegliere il momento giusto anche per carboidrati e dolci.

La dieta dei Templari e il segreto di lunga vita: “Così vivevano 40 anni più degli altri”

Il segreto della longevità? Hanno vissuto 40 anni in più rispetto alla media dei loro coetanei. Non trascurando mai l’attenzione all’igiene a tavola, ma anche alla qualità e varietà degli alimenti. Poca carne, a cui preferivano i legumi, il pesce e la frutta fresca. “Una dieta che ha portato 314 Cavalieri Templari, uno dei più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani, in molti casi a superare i 70 anni al processo che li vide protagonisti nel 1321.

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La spiegazione potrebbe risiedere nell’effetto positivo esercitato sulla flora intestinale da questa alimentazione, più sana rispetto a ciò che si mangiava nel Medioevo. Una fonte naturale di probiotici che ha effetti positivi e protettivi sulla flora gastrointestinale”. Lo spiega all’AdnKronos Salute Francesco Franceschi, direttore medicina d’urgenza Policlinico Gemelli di Roma.

Franceschi è autore, insieme ai colleghi Roberto Bernabei, Giovanni Gasbarrini e Peter Malfertheiner, della ricerca ‘La dieta di Cavalieri Templari: il loro segreto di longevità?’, pubblicata su ‘Digestive and Liver Disease’. Grazie all’indagine condotta sui documenti dell’epoca e del processo, la ricerca ha evidenziato come la dieta di questi monaci-soldati li ha aiutati a vivere più a lungo della media, in un periodo dove l’aspettativa di vita oscillava tra 25 e 40 anni. Nel Medioevo – evidenzia lo studio – l’alimentazione era ricca di grassi e calorie, si consumava molta carne nelle classi più ricche e la gotta era una delle patologie più diffuse. Come l’obesità, simbolo di ricchezza e opulenza, il diabete mellito e i livelli di colesterolo e trigliceridi erano molto alti.

“La dieta dei Templari, molto moderna e se vogliamo antesignana della dieta Mediterranea, combatteva tutte queste malattie – avverte Franceschi – poca carne (2 volte a settimana), molti legumi (tre piatti a settimana) che invece oggi si consumano poco ma sono invece potenti probiotici, il pesce era molto frequente, l’acqua la bevevano addizionata con la spremuta di arance per arricchire la carica anti-batterica. Al vino (molto razionato) aggiungevano polpa di Aloe, una pianta dotata di azioni antisettiche e funghicide molto utile nei Paesi con climi desertici caldi”.

“La longevità è stata una caratteristica peculiare dei Templari, secondo i documenti storici analizzati: Hugues de Payens morì a 66 anni; l’ultimo gran maestro Jacques de Molay quando fu ucciso, dopo 7 anni di prigione, aveva 67 anni. Al tempo – sottolinea Franceschi – questa eccezionale dote era attribuita ad uno speciale ‘regalo’ divino, ma in realtà dietro c’erano abitudini alimentari e igieniche codificate in regole da Bernardo di Chiaravalle”.

Oltre alla regole scritte, i Cavalieri Templari avevano anche principi di comportamento da rispettare per evitare la diffusione delle infezioni: era obbligatorio per tutti lavarsi le mani prima di mangiare, il refettorio dove si riunivano per consumare i pasti doveva essere ben tenuto e con tovaglie linde sempre pronte. Era bandita la caccia a fini alimentari, mentre furono proprio i Templari a dedicarsi all’allevamento del pesce. Un alimento molto presente nel loro regime alimentare, insieme ai formaggi, la frutta fresca e l’olio d’oliva.

“I Templari consideravano i frutti di mare un ottimo sostituto della carne, in questo modo beneficiavano dell’effetto positivo degli acidi grassi omega-3 sui livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, oltre all’effetto antiossidante e antidepressivo dei molluschi – evidenzia la ricerca – In conclusione – affermano gli autori – crediamo che la dieta e le abitudini di vita potrebbero essere la spiegazione per la straordinaria longevità dei Templari: se questo è il caso, il motto ‘imparare dal passato’ non è mai stato così appropriato”.

La dieta delle patate: “Le mangerò per un anno”. E nel primo mese ha perso già 12 chili

Un uomo australiano di 34 anni, Andrew Flinders Taylor, ha deciso di perdere peso con una dieta particolare: mangiare patate per un anno intero, per tutto il 2016.
L’uomo di Melbourne era arrivato a pesare circa 150 chili e, seguendo il consiglio di un nutrizionista, ha scelto di puntare tutto sul tubero per dimagrire. Nei primi 34 giorni di dieta, a quanto pare, ha ottenuto risultati eccellenti: ha perso oltre 12 chili e dorme molto meglio.

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L’alimentazione, anche se monotona, a sentire Taylor non ha lacune: “Assumo vitamine e fibre in abbondanza, anche se qualche cosiddetto esperto ha detto che non ne avrei assunte a sufficienza”, ha detto all’Independent. Per contrastare i rischi di carenza di calcio, a quanto pare gli basta aggiungere latte di soia a qualche ricetta. “Ho sempre pensato che questa sarebbe stata una grande prova di forza mentale. Per adesso mi è piaciuta. Certo, a volte è un po’ noioso ma ancora non sono stufo. Dopo ogni pasto mi sento soddisfatto”.